Giovedì, gnocchi.

Venerdì, cavatelli 😀 😀 😀
Senza glutine.

Perchè questo mese è partita la Scuola di Cucina del 100% Glutenfree (Fri)day.

E siccome credo sia davvero utile portare un pò di luce nello sconosciuto e oscuro, seppur molto in voga, mondo delle intolleranze alimentari, io appoggio in pieno l’iniziativa e do il mio (modesto) contributo con questa ricetta, che viene dritta dritta dalla tradizione pugliese.

Non è pasta all’uovo… sono i cugini semplici delle più blasonate orecchiette.

La loro morte sarebbero i frutti di mare ma sono un classico anche con la ricotta di pecora, battuta con l’acqua di cottura.

Il fatto di sporcarli appena con poco sughino di pomodoro fresco è un mio vezzo e non è affatto obbligatorio.

 

Cavatelli 2

 

Dicevo… sono i cugini semplici delle orecchiette perchè per realizzarli si procede nello stesso modo. Stesso impasto, serpentello di pasta, tocchetti da 1,5 cm da strisciare con un coltello a punta tonda.
A questo punto, le orecchiette andrebbero rigirate sul pollice per creare la tipica forma a cupoletta. I cavatelli, invece, restano chiusi.
E questo, per un impasto senza glutine e senza uova, è un vantaggio non da poco.

Vi va di provare?

Cavatelli senza glutine

per 2 persone

180 g di farina Farabella per pasta fresca
90 g circa di acqua

Setacciate la farina e disponetela a fontana, su un tagliere di legno non contaminato.
Aggiungete l’acqua e iniziare a impastare. A seconda della consistenza che avete, aggiungete più o meno acqua di quella indicata, pochina per volta.

L’impasto finale dovrà essere piuttosto consistente.

 

Cavatelli 1

 

Una volta ottenuto il panetto, mettetelo sotto una foglio di pellicola per non farlo seccare e prelevatene un pezzetto per volta, da tirare per ottenere un serpentello.
Tagliate dei tocchetti e tirateli con un coltellino dalla punta tonda.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata per pochi minuti. Prima di completare la cottura, spegnete, coprite e lasciate lì le orecchiette per un paio di minuti ancora. In questo modo finiranno di cuocere senza sfaldarsi.

 

Cavatelli 3

 

Condite come preferite.

Nel mio caso, ho battuto circa 100g di ricotta freschissima di pecora con sufficiente acqua di cottura dei cavatelli, già salata, fino ad ottenere una crema omogenea (che finirete a cucchiaiate prima che sia pronta la pasta 😀 )

In alternativa, potete condirli con un sughino veloce ai frutti di mare o, ancora, con le classicissime e pugliesissime cime di rapa.
Nota

Per conservarle, calatele in acqua bollente per pochi secondi, tiratele su con la schiumarola e fatele asciugare su un canovaccio. A quel punto, congelatele.
Al momento di cuocerle, calatele in acqua bollente salata direttamente dal freezer.

Infilatele in congelatore distese su un vassio e distanziate. Quando si saranno indurite dal freddo, potete raccoglierle e imbustarle, così prendono meno spazio.

 

 

Con questa ricetta partecipo alla Scuola di Cucina

 

e al 100% Glutenfree (Fri)day

 

Firma2

 

7 Comments
  1. Angela, mi hai riportata indietro nel tempo. Mia nonna il 15 agosto faceva proprio i cavateli e tutta la famiglia (pensa noi siamo 15 nipoti) eravamo impegnati nell’aiutarla! Che divertimento!
    Io adoro la pasta con la ricotta di pecora, e, un altro amarcord che mi hai fatto rivivere è stato con il condimento perché anche il mio papà amava “sporcarli” con la salsa!
    Insomma, mi hai fatto ringiovanire un bel po’ con il tuo post!

    E grazie per la tua preziosa partecipazione alla nostra scuola <3

    1. Che bello avere dei ricordi simili, lontani nel tempo e nello spazio.
      Pensa che il giorno di ferragosto è il compleanno della mia mamma.. quindi cavatelli e orecchiette a go go pure a casa mia 🙂

  2. Bravissima, hanno un aspetto divino 🙂
    Passo anche x augurarti un felice we, io sarò un po’ assente..poi ne scoprirai il motivo!

  3. Angela, ma sono splendidi! che abilità manuale, golosa anche la presentazione, grazie! buona domenica!

Se ti va, dimmi cosa ne pensi: